A cura del dott. Gaetano Lauritano
Negli ultimi anni il mercato dellโaudioprotesi รจ cambiato piรน rapidamente di quanto la professione sia riuscita a evolversi.
Lโingresso di nuovi player commerciali, la crescente pressione competitiva della distribuzione online, la diffusione di โocchiali acusticiโ e dispositivi OTC (Over-The-Counter) registrati come dispositivi medici, lo sviluppo di soluzioni consumer integrate e lโespansione delle catene retail stanno modificando profondamente un ambito storicamente fondato sulla relazione professionale, sulla personalizzazione dellโintervento e sulla continuitร assistenziale.
La questione centrale, oggi, non riguarda piรน la possibilitร che il mercato cambi. Il mercato รจ giร cambiato, pertanto la domanda da porsi รจ : come puรฒ sopravvivere โ e soprattutto evolversi- la professione dellโaudioprotesista?
Senza dubbio, nello scenario attuale, la valorizzazione delle competenze cliniche, tecniche e relazionali rappresenta il principale elemento strategico per il futuro della professione.
Negli Stati Uniti questo cambiamento รจ giร presente attraverso due figure ben distinte e riconosciute:
โข lโhearing aid dispenser, maggiormente orientato alla distribuzione (OTC e distribuzione retail);
โข lโaudiologist, altamente specializzato sotto il profilo clinico.
Si tratta di un modello organizzativo che distingue in modo chiaro lโattivitร distributiva dei dispositivi dallโerogazione di una prestazione sanitaria ad alto valore professionale, poichรฉ quando il prodotto diventa accessibile a tutti, il principale elemento differenziante tende a diventare il professionista.
In Italia, invece, assistiamo sempre piรน spesso ad un vero โFar Westโ: una crescente eterogeneitร nei modelli distributivi e organizzativi del settore nei quali lโattivitร viene proposta anche attraverso realtร commerciali o multiservizi, con modalitร operative che possono differire sensibilmente da quelle tipiche di un contesto sanitario dedicato.
In tali situazioni, il coinvolgimento del professionista sanitario puรฒ risultare limitato rispetto alla gestione complessiva della presa in carico di una persona ipoacusica, soprattutto se si pensa alla diffusione significativa di applicazioni effettuate al di fuori di percorsi tecnico-riabilitativi strutturati e con livelli di specializzazione non sempre chiaramente definiti.
Questo non rappresenta soltanto una questione professionale, ma anche sanitaria e culturale.
La perdita uditiva, infatti, richiede un percorso che va oltre un semplice prodotto da vendere. Coinvolge comunicazione, qualitร della vita, relazioni sociali, salute mentale e, secondo numerose evidenze scientifiche, anche aspetti cognitivi.
Lโevoluzione dellโintelligenza artificiale, degli OTC, della teleaudiologia e dei dispositivi consumer intelligenti viene talvolta interpretata come un possibile fattore di riduzione del ruolo dellโaudioprotesista.
Tuttavia, lโaumento dellโaccessibilitร tecnologica potrebbe produrre lโeffetto opposto: spostare progressivamente il valore verso la capacitร professionale.
Diagnosi tecnica di protesizzabilitร , personalizzazione, counselling, definizione dei piani di cura e follow-up, gestione dei casi complessi e presa in carico globale del paziente rappresentano attivitร ad alto contenuto specialistico che difficilmente possono essere completamente standardizzate.
La tecnologia potrร rendere piรน accessibile il dispositivo, ma non potrร sostituire integralmente le competenze professionali necessarie alla presa in carico globale della persona ipoacusica. ร su questo piano che si giocherร il futuro della professione.
Lโaudioprotesista del futuro non potrร limitarsi alla vendita o allโapplicazione standard del dispositivo. Sarร sempre piรน chiamato a evolvere verso un professionista sanitario ad alto valore aggiunto.
Serviranno:
โข formazione continua qualificata;
โข competenze cliniche avanzate;
โข capacitร interdisciplinare;
โข conoscenze neuroscientifiche e cognitive;
โข competenze comunicative;
โข capacitร di interpretare dati e tecnologie.
La persona ipoacusica che ricerca una soluzione realmente efficace tenderร inevitabilmente a rivolgersi ai professionisti maggiormente in grado di garantire competenza, personalizzazione e continuitร assistenziale.
La differenza competitiva, quindi, sarร sempre meno legata esclusivamente al prodotto o al prezzo, e sempre piรน alla qualitร delle competenze professionali espresse.
La tutela futura della professione non dipenderร da nuove protezioni di mercato, ma dalla capacitร di sviluppare ed esprimere un valore professionale elevato, distintivo e difficilmente sostituibile.

Sono pienamente dโaccordo. Ma sarebbe piรน utile anche introdurre un piano a livello nazionale per le prestazioni che svolge il tecnico audioprotesista, specificando il prezzo degli apparecchi e il prezzo della mansione che esegue il tecnico, per evitare che si lucri in maniera spropositata sul livello economico dei pazienti. In piรน rimuovendo anche la cosiddetta prova gratuita senza impegno, perchรฉ noi tecnici audioprotesisti ci impegniamo su ogni singolo paziente